giovedì 31 luglio 2014

Strategie future: soddisfare gli avidi di cultura. Cosa devono fare i musei per soddisfare un pubblico sempre più esigente. ECONOMIST 21.12.2013

Traduzione dell´articolo Feeding the culture-vultures- What museums must do to satisfy an increasingly demanding public, pubblicato dall´Economist il 21 dicembre 2013.  

I musei sono destinati a preservare e a tutelare le loro collezioni, la qual cosa li rende naturalmente "conservativi". Con fondi pubblici sempre più irrisori e la libertà del privato di sostenere finanziariamente le istituzioni viste come vincitrici, i musei, nei prossimi vent´anni dovranno pensare in modo innovativo, sia per affrontare gli inevitabili cambiamenti, sia per poter cogliere nuove opportunità.

Museo del Louvre
I vincitori saranno i grandi musei delle principali capitali che attraggono turisti pronti a spendere, anche se alcuni grandi musei potrebbero fare meglio. Il Louvre, per esempio, è sovraffollato, male illuminato e fornisce spiegazioni insufficienti.
Fino a 30.000 persone che ogni giorno puntano alla Mona Lisa fanno sì che il suo sorriso si perda nella "crosta". E il borseggio vicino all´ingresso della piramide di I.M. Pei è diventato così insostenibile che ad aprile il personale ha scioperato.

Rijksmuseum, Foto: Markus Würfel
Al contrario la rimodernizzazione del Rijksmuseum di Amsterdam ha dato i suoi frutti. I grandi dipinti dell´epoca d´oro olandese vengono esposti accanto ad armi, modelli di navi e cappelli di feltro. Il museo offre inoltre un´ottima illuminazione che permette ai visitatori di osservare come Vermeer ha dipinto l´ermellino o le molte sfumature di bianco che Pieter Jansz Saenredam ha usato per i suoi quadri di interni di chiese.

Chichu Art Museum, Foto: Iwan Baan
I piccoli musei di nicchia con una leadership creativa hanno buone possibilità di mantenere un seguito devoto. Se si chiede ai direttori dei musei di indicare il loro piccolo museo preferito molti danno la stessa risposta: il Chichu Art Museum sull´isola di Naoshima nel sud del Giappone. L´edificio ideato da Tadao Ando è di per sé un´opera d´arte. All´interno ci sono delle installazioni accuratamente selezionate. I visitatori arrivano con le barche e vengono incoraggiati a rimanere la notte per poter vedere al tramonto l´Open Sky, l´installazione di James Turrell.

I piccoli musei che cercano di essere enciclopedici con fondi limitati vivranno tempi difficili. La prospettiva per il finanziamento pubblico dei musei, specialmente in Europa, è desolante. Anche in America molte istituzioni provinciali sono sofferenti. I musei registrati come organizzazioni no-profit usufruiscono di agevolazioni statali e federali e questo accordo è sottoposto alla pressione di coloro che lo vedono come un utilizzo delle tasse dei poveri per pagare i passatempi culturali dei ricchi.

Predica per i convertiti

I visitatori dei musei europei sono generalmente ben istruiti, bianchi, di mezza
Victoria and Albert Museum, Londra
età, appartenenti alla classe media, anche se il Victoria and Albert Museum di Londra ricorda con orgoglio che lo scorso anno il 19% delle visite effettuate nei suoi tre musei sono state fatte da persone provenienti da minoranze etniche.
Alla Gemäldegalerie di Berlino, una delle più belle collezioni di dipinti storici d´Europa, è abbastanza inusuale imbattersi in una famiglia di immigrati turchi come ammette il suo direttore Bernd Lindemann.

In America 1/3 della popolazione è formata da minoranze etniche, ma queste rappresentano solo il 20% del personale di un museo e il 9% dei visitatori. L´apertura di un progetto d´arte africana a Manhattan è stata rinviata cinque volte per mancanza di fondi. L´estate scorsa la direzione ha cambiato il suo nome in "New Africa Center" e ha ampliato le sue competenze nella speranza di attrarre il denaro necessario per il suo completamento.

Tra circa trent´anni solo metà della popolazione americana sarà bianca. Se i musei , specialmente nell´ovest e nel sud degli States, vogliono giocare un ruolo rilevante nelle rispettive comunità locali e mantenere alto il numero dei visitatori devono imparare a rivolgersi a un pubblico eterogeneo e a ripensare le relazioni con coloro che votano per il finanziamento pubblico del museo.

I musei di oggi sono consapevoli che i loro visitatori hanno sempre maggiore libertà su come spendere soldi e tempo. Elisabeth Merritt del Centro per il Futuro dei Musei di Washington D.C. lo chiama "lo scorporo delle esperienze culturali". Anche gli appassionati del museo non devono necessariamente visitare l´edifico. Un film di una recente mostra su Pompei al British Museum è stato proiettato in più di 1000 cinema in 51 Paesi.

I consumatori di cultura preferiscono decidere autonomamente come reperire conoscenze e informazioni, come testimonia la popolarità dei musei pop-up e i progetti di crowdsourcing. "Vogliono avere l´opportunità di giocare nella nostra sabbionaia" come spiega Merritt. I curatori che venivano visti (e che si vedevano) come esperti devono agire ora da mediatori o mentori.

Per mantenere alto il numero dei visitatori e per garantire la propria sopravvivenza, i musei devono poter offrire con più decisione ai visitatori quello che i visitatori vogliono. Molti musei occidentali lo hanno già capito. I Paesi in via di sviluppo stanno prendendo coscienza di questa idea anche se in ritardo. In India, per esempio, molti musei sono moribondi. Negli ultimi sette anni il museo nazionale di Delhi è stato senza direttore. Nel Museo Indiano di Kolkata, la regione più antica e più grande, non è solo l´orso che sta perdendo l´imbottitura. Tutta la collezione è così degradata che a settembre il museo ha chiuso i battenti fino a nuovo ordine. Ma c´è anche una brillante eccezione: il centenario Prince of Wales di Mubai, che ora ha un nome che sembra uno scioglilingua - il
Prince of Wales Museum, Foto: Bernard Gagnon
Chhatrapati Shivaji Maharaj Vastu Sangrahalaya - abbreviato in CSMVS. Fino a poco tempo fa il CSMVS era fatiscente come tutto il resto, ma oggi il museo ha oltre un milione di visitatori all´anno, un cospicuo sussidio statale e un fedele gruppo di investitori privati. Ciò che lo ha salvato è stata una decisione del 2007 di intraprendere una strada diversa. Quando il suo energico direttore, Sabyasachi Mukherjee, ha chiesto al suo staff cosa poteva esser fatto, l´idea principale è stata quella di un´apertura non solo alla cittadinanza di Mumbai, che generalmente non pensa a visitare un museo, ma anche ai musei di tutto il mondo.  Il CSMVS ha ora una partnership con il British Museum, il Getty e il Los Angeles Country Museum of Art.

Cilindro di Ciro, Foto: Mike Peel
Questi partenariati valgono molto di più del denaro. Neil MacGregor, il direttore del British Museum, ritiene che i musei possono essere un forza per la costituzione di una nazione e per la pace. Questo mese il British Museum ha inviato a Mumbai il famoso cilindro di Ciro (foto) come tappa di un viaggio che lo ha già portato in Iran e in America.
Il cilindro di argilla, antico di 2.600 anni, è coperto da una scrittura cuneiforme che proclama che Ciro il Grande, l´imperatore di Persia, avrebbe permesso a coloro che erano stati imprigionati o ridotti in schiavitù dai suoi predecessori di ritornare a casa e che le statue delle loro divinità potevano tornare nei loro santuari originari per poter essere liberamente adorate. Nessun imperatore prima di Ciro aveva fatto una cosa come questa. Questa dimostrazione di umanità cattura l´immaginazione pubblica.
I musei che possono fare cose come questa hanno un futuro luminoso.


Rubens e l´inno all´amore. Rubens, la moglie Helena Fourment e il figlio Peter Paul.

Rubens, la moglie Helena Fourment
e il figlio Peter Paul (nato nel 1637),
seconda metà del 1630, olio su legno,
203,8x158,1 cm, Metropolitan Museum, NY
Nel 1630 il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens sposa Helena Fourment, lui ha 53 anni, lei 16. Questo dipinto datato intorno alla seconda metà del 1630 e conservato al Metropolitan Museum di NY, celebra il loro matrimonio. Lo sguardo innamorato del pittore, la mano che accarezza delicatamente quella della sua sposa, le piccole braccia di Peter rivolte alla madre vogliono omaggiare Helena come moglie e come madre. 
Il pappagallo, per lungo tempo considerato come simbolo della Vergine Maria, suggerisce l´idea della madre ideale, mentre la fontana, le cariatidi e il giardino rimandano all´idea della fertilità e ricordano il giardino che il pittore aveva ad Anversa, dove spesso si faceva accompagnare da Helena. 
La luminosità dei colori e l´entusiasta presentazione dei personaggi lo rende uno dei più bei quadri del pittore. Il tema del "giardino d´amore" era già stato rappresentato in un omonimo dipinto, eseguito intorno al 1633 e conservato al Museo del Prado di Madrid. In questo dipinto, che vuole essere una dichiarazione d´amore ad Helena, le donne simboleggiano le diverse forme dell´amore e Rubens accompagna dolcemente la sua sposa all´entrata di questo giardino.
Per i quadri dipinti dopo il 1630 Helena diventerà il modello femminile prediletto di Rubens, in particolar modo per le opere che tematizzano la bellezza e i soggetti amorosi.

Il giardino dell´amore, 1632-33, olio su tela,
198x283 cm, Museo del Prado, Madrid.

mercoledì 30 luglio 2014

The Metropolitan Museum


THE METROPOLITAN MUSEUM
Introduction:
Philippe de Montebello, Director (1997-2008)
Carrie Barratt, Curator American Art
Gary Tinterow and Everett Fahy, Curator European Paintings
7:56 The Beginning...
15:43 Making Choices
19:55 The Art of Success
"Success for an art museum cannot be measured quantitatively. It has to do on how deeply the museum is able to make an impact on its visitors" (P.d.M)
25:08 A worl of Art
32:56 A collection of Collections
38:54 The American way
42:21 Evolving Aesthetic 


martedì 29 luglio 2014

Carl Spitzweg. Il povero poeta.

Carl Spitzweg, Il povero poeta, 1839, olio su tela,
36,2x44,6 cm, Neue Pinakothek, München
"Il povero poeta" è una delle prime opere dell´artista tedesco Spitzweg.
Nel dipinto il poeta, che non può permettersi neppure un letto, è seduto su un materasso e appoggiato a due grandi cuscini bianchi. Porta un cappello da notte e la sua vestaglia ha una toppa all´altezza del gomito. Nella mano sinistra ha un manoscritto, che tiene appoggiato sulle sue ginocchia e attraverso gli occhiali fissa qualcosa tra il pollice e l´indice della mano destra. In bocca ha una penna d´oca.
É circondato da libri di varie dimensioni: il tomo appoggiato al muro è intitolato "Gradus ad Parnassum", che potrebbe essere il trattato musicale del componista Joseph Fux, pubblicato nel 1725, o una guida per comporre versi latini del gesuita Paul Aler pubblicato a Colonia nel 1702. Sulla parete, alla destra del poeta, si intravedono dei versi scritti in rosso, probabilmente un esametro.
Sopra il "letto" c´è un vecchio ombrello aperto fissato alle travi del soffitto.
Per riscaldare la sua stanza, un piccolo sottotetto illuminato da una finestrella, il poeta usa una piccola stufa sulla quale poggiano una bacinella e una bottiglia di vetro con sopra una candela. Al tubo della stufa è appeso un cappello a cilindro e dietro alla stufa si vede un vasetto usato generalmente per il miele o la marmellata. Alla base del forno ci sono delle carte su cui si legge "Operum meorum fasciculum III" (il terzo fascicolo delle mie opere), uno stivale e un cavastivali di legno.

Le prime critiche al quadro furono così negative che Spitweg iniziò a firmare i quadri con un monogramma. Oggi questo è uno dei quadri che i tedeschi amano di più.

venerdì 25 luglio 2014

Caravaggio. San Girolamo della Galleria Borghese.

Caravaggio, San Girolamo, 1605/06, olio su tela,
cm 116,5x153, Sala VIII, Galleria Borghese, Roma
San Girolamo è rappresentato mentre sta traducendo la bibbia dall´ebraico al latino. È concentrato sul suo lavoro, il braccio destro è allungato sul grande libro aperto, in mano ha la penna. I lineamenti sono quelli di un uomo anziano, la barba grigia è lunga, la fronte è rugosa. Il manto che lo copre è di colore rosso, lo stesso colore delle vesti cardinalizie. Sul tavolo, sopra un drappo bianco, ci sono altri libri e un teschio, simbolo della transitorietà della vita. Magistrale e tipico caravaggesco  è l´uso dei colori che, dal rosso, passando per una varietà di marroni, arrivando al bianco, risaltano sul fondo scuro.
Scipione Borghese

Il San Girolamo, dipinto tra il 1605 e il 1606, è tra le prime opere di Caravaggio ad entrare a far parte della collezione di Scipione Borghese, elevato al rango di cardinale il 18 luglio del 1605 da Papa Paolo V.  Probabilmente Caravaggio voleva con il suo dipinto ringraziare il cardinale che era intervenuto per risolvere i suoi guai giudiziari.

Le rappresentazioni di San Girolamo, considerato come padre e dottore della Chiesa, ebbero molta fortuna durante il periodo della Controriforma (1). A Malta è conservata un´altra versione di quest´opera eseguita da Caravaggio.

Caravaggio, San Girolamo,
1608, olio su tela,cm 117x 157,
Concattedrale di San Giovanni,
La Valletta, Malta


(1)  Movimento all´interno della Chiesa cattolica che tra il XVI e il XVII sec. voleva restaurare una vita religiosa più sincera e disciplinata, anche in seguito alla Riforma protestante.

giovedì 24 luglio 2014

James Tissot. Seaside (July: Speciment of a Portrait)

Seaside, 87,50 cm x 61,00 cm, 1878
olio su tela,Cleveland Museum of Art
Jacques Joseph Tissot nasce a Nantes il 15 ottobre del 1836.
A 19 anni decide di trasferirsi a Parigi per studiare alla scuola di belle arti (École des Beaux-Arts), dove diventa allievo di Ingres. A Parigi stringe una forte amicizia con Degas e Monet, dipinge scene mondane e studia la grafica giapponese, da cui deriverà il suo gusto per il dettaglio.
Nel 1871, dopo aver partecipato alla Comune di Parigi (1), fugge a Londra, cambia il suo nome in James Tissot e in breve tempo conquista l´alta societá inglese con i suoi ritratti e con i suoi dipinti di donne riccamente abbigliate.
Tra il 1875 e il 1876 incontra Kathleen Newton, una donna divorziata, che diventa la sua musa e compagna.
Nel quadro "Seaside" (marina) del 1878, dipinto che appartiene ad una serie di allegorie che rappresentano i vari mesi dell´anno,  è rappresentata proprio Kathleen durante una vacanza al mare. La donna, in primo piano, è seduta  comodamente su un divano dai colori scuri che mettono in risalto il suo ampio vestito bianco increspato. Il braccio sinistro poggia su un ampio cuscino giallo oro che riprende il colore del nastro dell´abito. La luce del sole filtra attraverso la tenda e si riflette sul vestito di Kathleen lluminando il suo volto. Kathleen morirá quattro anni dopo di tubercolosi e per Tissot sarà un durissimo colpo.

James Tissot, October, 1877,
oil on canvas, 216 x 108,7 cm,
Montreal Museum of Arts


(1) governo rivoluzionario popolare istituito dai parigini dopo la sconfitta francese di Sédan (guerra franco-prussiana) e la rivoluzione del 18 marzo 1871.

martedì 22 luglio 2014

L´impressionismo spagnolo di Joaquín Sorolla. Le mogli dei pescatori di Valencia.

Museo Sorolla, olio su tela, 1915
215,50 cm x 151 cm
Il pittore spagnolo Sorolla dipinge questo quadro nel 1915, all´apice della sua carriera, mentre è impegnato a lavorare al ciclo dei 14 murales per la Hispanic Society of America, museo di arte spagnola, portoghese e latino-americana di New York. Il contratto, che lo vedrà impegnato dal 1911 al 1920, è talmente remunerativo che il pittore può recarsi con regolarità a Valencia, la città dove è nato. Sorolla è affascinato dal mare, dai colori mediterranei, dalle persone che popolano le spiagge della sua città e, influenzato dagli impressionisti, ama dipingere all´aperto.
Nel quadro "Le mogli dei pescatori di Valencia" tre monumentali donne occupano quasi tutto lo spazio del dipinto. Due di loro hanno in braccio dei bambini. La donna sulla sinistra, con dei tratti quasi mascolini, porta due grosse ceste di vimini e i capelli scuri legati dietro la nuca. Gli ampi vestiti sono mossi dal vento. Le mogli stanno aspettando i mariti per andare a vendere il pesce al mercato, mentre dietro di loro, nel mare azzurro leggermente mosso, alcuni ragazzi stanno facendo il bagno. Questa fase pittorica di Sorolla è caratterizzata da colori così vivi e luminosi che sembrano confondersi con la luce stessa.


Pescadores valencianos,1895, Private collection

Women in Art. Ritratti


Women in Art.





Works:

1. Beato Angelico, Annunciazione, 1440/50
2. Crivelli, Maddalena, 1471
3. Antonello da Messina, Annunziata, 1476
4. Botticelli, Simonetta Vespucci, 1476/80
5.Leonardo, Vergine delle rocce, 1483
6. Botticelli, Venere, 1482/85
7. Ghirlandaio, Giovanna Tornabuoni, 1488
8. Bellini, Maddalena, 1490
9. Michelangelo, Sibilla, 1508
10. Raffaello, La velata, 1516 ca.
11. Melzi, Flora, 1520
12. Lotto, Venere, 1520
13. Parmigianino, Schiava turca, 1533
14. Cranach, Ritratto giovane donna,1537
15. Bronzino, part. Deposizione di Cristo nel Musée des Beaux-Arts di Besançon, 1545
16. Zuccari, Assunzione, 1566
17. Caravaggio, Madonna Palafrenieri, 1606
18. Artemisia, Autoritratto, 1615
19. Las Meninas, Diego Velázquez, 1656
20. Dou, Donna anziana con candela, 1661
21. Vermeer, Ragazza con l´orecchino di perla, 1665/66
22.Carriera, Giovane ragazza con scimmia, 1721
23. Fragonard, La lettrice, 1776
24. Lebru, Autoritratto, 1790
25. Guerin, Jeune fille en buste, 1794
26. Villers, Giovane donna che dipinge, 1801
27. Delacroix, Orfana al cimitero, 1823
28. Reiter, Bambina che fa colazione, 1855
29. Rossetti, Bocca baciata, 1859
30. Renoir, Nudo al sole, 1875
31. Nadar, Sarah Bernhardt, 1864
32. Cameron, Beatrice Cenci, 1866
33. Auguste Cot, Ritratto di giovane donna, 1869
34. Fortuny, Gitana, 1870/72
35. Cassat, Due donne lanciano fiori,1872
36. Manet, Il bar delle Folies-Bergère, 1881/82
37. Chabat, Ninfa, 1900
38. Klimt, Giuditta, 1901
39. Schiele, Wally
40. Modigliani, Ritratto di Zborowska
41. Goodwin, Greta Garbo, 1924
42. Frida Kahlo, 1932
43. Lange, Migrant mother, 1936

lunedì 21 luglio 2014

George Caleb Bingham. Commercianti di pellicce che ridiscendono il Missouri.

1845, Olio su tela, 73,7 x 92,7 cm
I "Commercianti di pellicce che ridiscendono il Missouri", dipinto nel 1845, è uno dei quadri più famosi del Metropolitan Museum of Art di NY. L´immagine mostra due commercianti, padre e figlio, che con la loro piroga stanno trasportando animali e pellicce di animali.
A prua è legato un cucciolo di orso e al centro dell´imbarcazione il figlio, con un fucile tra le braccia, è adagiato sulle pelli. Il padre, a poppa, guida la piroga.
La scena potrebbe essere letta da sinistra a destra, dall´animale all´umanità civilizzata che rema controcorrente. I colori sono luminosi, la composizione geometrica è semplice e incisiva, tutta la scena esprime calma e impenetrabilità, in contrasto con il mondo spesso brutale dei commercianti di pelli, fatto di contrattazioni ferocissime con gli indiani del nord e i coloni del sud.
L´autore del dipinto, George Caleb Bingham, originario del Missouri, conosceva personalmente la vita vicino al grande fiume e nei suoi quadri ha tematizzato la colonizzazione del Nuovo Mondo.


giovedì 17 luglio 2014

Monet. Donna con parasole, la moglie di Monet con il figlio.

Woman with a Parasol, Madame Monet and her son,
1875, 100x 81 cm,
National Gallery of Art, Washington
Camille, la moglie di Monet, e il figlio Jean sono rappresentati all´aperto. La giornata è soleggiata e ventosa. Tutto sembra essere in movimento: le nuvole, il vestito bianco di Camille, l´erba e i fiori. Camille stessa sembra girarsi verso Monet che la sta dipingendo. L´atmosfera è pervasa da una luce splendente che dal cielo illumina il prato mettendo in risalto le lunghe ombre dei corpi.
Interessante è anche la prospettiva che Monet ha scelto per questo quadro: in primo piano ha dipinto il prato che copre parzialmente Camille e Jean di cui si vede solo la parte superiore del corpo e la testa.
Il tema del dipinto verrà ripreso da Monet in due quadri del 1886 conservati al Musée d´Orsay di Parigi. La nuova modella è Suzanne Hoschedé, figlia della seconda moglie.

Essai de figure en plein-air:
Femme à l´ombrelle tournée vers la droite
1886, 130,5 x 89,3 cm
Musée d´Orsay, Paris
Essai de figure en plein-air:
Femme à l´ombrelle tournée vers la gauche,
1886, 131x88 cm
Musée d´Orsay, Paris

Ernst Ludwig Kirchner, Potsdamer Platz, 1914.

Berlino, Potsdamer Platz nel 1914.
In primo piano due donne dal viso inespressivo sono rappresentate in piedi, una di profilo, l´altra frontalmente, su uno spartitraffico ovale. Una donna indossa un lungo vestito nero e un cappello piumato da cui scende un velo, l´altra un lungo vestito blu elettrico. Dietro di loro un marciapiede dalla forma acuminata si inserisce prepotentemente nella biforcazione della strada di colore verde acido. Un uomo si dirige verso le due donne. Lo spartitraffico e il marciapiede sono simboli sessuali. Sullo sfondo si scorge la stazione ferroviaria "Potsdamer Platz" in mattoni rossi. Il tratto del pennello è nervoso e colori brillanti si alternano a colori scuri.
Potsdamer Platz nel 1914
Il pittore tedesco Kirchner ha dipinto questo quadro dopo il 1 agosto del 1914, giorno in cui il governo tedesco dichiarò guerra alla Russia. Da quel giorno infatti le prostitute berlinesi, come segno di patriottismo, dovettero portare lo stesso velo nero delle vedove dei soldati.
La grande tela a olio (200x150 cm) è conservata presso la Neue Nationalgalerie di Berlino.

Bibliografia: Wolf Norbert, Expressionismus, 2004, Köln.

martedì 15 luglio 2014

Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone...

"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole." (Johann Wolfgang von Goethe)


Alfons Mucha, "Poetry"
part of the series The Arts, 1898,
Mucha Museum, Prague.

sabato 12 luglio 2014

Ode al gatto. Neruda

...
L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole solo esser gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.


Théophile Alexandre Steinlen
Black cat watching fish at the bowl-aquarium,1898,
Metropolitan Museum, NY.

venerdì 11 luglio 2014

Karl Spitzweg. Il bibliotecario o "Topo di biblioteca"

Spitzweg, pittore tedesco dell´Ottocento, ha dipinto
"Il bibliotecario" o "Topo di biblioteca" intorno al 1850.
In piedi su uno scaleo di legno, circondato da scaffali pieni di libri, il nostro concentratissimo bibliotecario-giocoliere sta leggendo un libro che tiene nella mano sinistra. Contemporaneamente ha un libro aperto nella mano destra, un libro tra le gambe e uno sotto al braccio sinistro. Un raggio di luce illumina la scena e in particolar modo i libri davanti a lui.
La targa in alto a sinistra riporta la scritta "Metafisica" e in basso, sempre a sinistra, si intravede un globo celeste.
Spitzweg ha rappresentato con ironia uno studioso che si è completamente isolato dal mondo che lo circonda.
Il piccolo dipinto a olio (49,5cm x 26,8 cm) è conservato nel Museo Georg Schäfer di Schweinfurt in Baviera.

giovedì 10 luglio 2014

Pissarro. Due donne che parlano vicino al mare (1856)

Il pittore impressionista Camille Pissarro nasce a Saint-Thomas, isola appartenente all´arcipelago delle Isole Vergini americane, il 10 luglio del 1830. 
Nel 1855, a venticinque anni, si trasferisce a Parigi dove l´anno successivo completa il quadro "Due donne che parlano vicino al mare". Questo quadro raffigura proprio un tratto di costa dell´isola di Saint-Thomas. In primo piano si vedono due donne che stanno percorrendo un sentiero vicino al mare. Una delle due donne è vestita di blu e dà le spalle allo spettatore. L´altra donna, rivolta verso lo spettatore, è vestita di bianco, colore che viene ripreso dal telo usato per coprire la cesta che sta trasportando sulla testa. La spiaggia è quasi deserta. Sullo sfondo, di fronte alla lingua di terra che si protende nel mare, si intravedono le sagome di alcune persone. Tutta la scena è pervasa da colori caldi e avvolgenti. Il piccolo quadro (27,7 x 41 cm) è conservato alla National Gallery of Art di Washington.

Learn italian with Art




mercoledì 9 luglio 2014

La biblioteca cittadina di Hannover in Germania.

 Esterno della biblioteca
Hannover è la capitale della Bassa Sassonia, conta circa mezzo milione di abitanti e grazie alla CeBIT, la più importante fiera al mondo dedicata all´information and communication technology, abbastanza conosciuta anche all´estero. 
Nella città immersa nel verde si dice venga parlato il miglior tedesco (Hochdeutsch). Purtroppo però il clima non è tra i migliori, rigide temperature in inverno (anche -13°C, sigh!)  che giocano alle montagne  russe in estate (30°C oggi, 18°C domani). 
Una consolazione sono le biblioteche. In città oltre alla Universitätsbibliothek e alla Landesbibliothek c´è la Stadtbibliothek, fornitissima biblioteca cittadina con 17 succursali per ogni quartiere.  
Giornali nell´atrio
L´edificio principale della Stadtbibliothek 
si trova nella Hildesheimer Straße al n. 12.  L´esterno del palazzo è un po´ bruttino, ma all´interno, nei cinque piani più un semiinterrato, c´è veramente di tutto. Nell´ampio atrio si possono leggere i giornali locali o esteri - per l´Italia Repubblica e Corriere- seduti ai piccoli tavoli rotondi bevendo caffè, oppure utilizzare le diverse postazioni internet. Un settore del primo piano è tutto dedicato ai ragazzi e ai bambini dove c´è anche una postazione Nintendo Wii.  
 Settore dedicato ai ragazzi e ai bambini
Ogni piano, che prevede la presenza di due bibliotecari, è fornito di piccole stanze di lettura. A disposizione del pubblico c´è anche una stanza con un pianoforte e un clavicembalo.
Quinto piano, spartiti musicali
Dalla biblioteca si può prendere in prestito praticamente tutto: 600.000 media tra libri (dalla letteratura –anche per diverse lingue-, passando per la chimica e l´informatica arrivando alla cucina e all´hobbistica), manga, fumetti, cd musicali, cd-rom, giochi wii nintendo, giochi da tavolo, audiolibri, dvd, blu-ray e spartiti musicali.


Lettore ottico, schermo tattile, base per scansione
Tutti i media sono provvisti di un codice a barre, così quando si prende in prestito qualcosa è un po´come far la spesa ad una cassa automatica a schermo tattile. Gratis. Dopo aver fatto passare sotto un lettore ottico il numero della tessera personale, si poggia il codice a barre del libro su di un piano che scannerizza e registra sul conto personale il prestito effettuato. La restituzione avviene alle macchine predisposte all´interno e all´esterno dell´edificio. Il pagamento (in contanti o con carta di credito) dei ritardi o dell´iscrizione annuale viene effettuato agli appositi apparecchi. 
Restituzione media interno/esterno biblioteca,
apparecchio pagamento ritardi, iscrizioni annuali.
Dal conto personale online si possono prolungare prestiti o prenotare i media che, non appena disponibili, vengono recapitati alla succursale di riferimento.  La biblioteca offre anche un servizio online, da cui si possono scaricare libri, audiolibri, musica, film, riviste e giornali in formato elettronico. Il costo annuale dell´iscrizione è di 20€ con sconti per insegnanti, studenti e disoccupati.  Regolarmente vengono organizzati incontri, letture ad alta voce, attività per i bambini, concerti e il cosiddetto Flohmarkt, una sorta di mercatino del libro usato, in cui la biblioteca mette in vendita i suoi media a 1/2/3€.   

Interno con stanze di lettura
Quinto piano, sezione arte
quinto piano, sezione musica/film

lunedì 7 luglio 2014

Frida Kahlo

Frida è una studentessa brillante e vuole intraprendere gli studi di medicina. Forse sta parlando proprio di questo quando il 17 settembre del 1925, con il suo ragazzo Alejandro, sale sull´autobus che dovrebbe riportarla a casa. L´autobus viene travolto da un tram, muoiono diverse persone. Frida è sdraiata a terra, non si muove, un corrimano le è entrato nel fianco uscendo dalla vagina. Alejandro, che è riuscito a salvarsi, la crede morta e la copre con la sua giacca. Frida ha perso conoscenza ma la diagnosi è pesantissima: rottura della terza e quarta vertebra, frantumazione del collo del femore, undici fratture nella gamba destra…un corpo completamente devastato a 18 anni. Per mesi e mesi è inchiodata al letto e non può muoversi. 
Il padre le regala degli acquerelli e Frida inizia a decorare l´ingessatura del suo busto. La madre, per alleviare il dramma della figlia, fa costruire un cavalletto che le permette di dipingere da sdraiata. Frida inizia a riversare la sua disperazione, le sue emozioni, il suo mondo interiore, i suoi sentimenti più profondi nella pittura. Dipinge un ritratto di Alejandro a cui scrive moltissime lettere, che spesso si concludono con la domanda: ”come sarò a 30 anni?”.   
Con coraggio e tenacia, dopo due lunghi anni, ricomincia a muoversi e decide di far vedere i suoi lavori a Diego Rivera, pittore messicano che lei ammira moltissimo. Rivera riconosce subito il talento della ragazza, è colpito da questi quadri espressivi, simbolici, colorati e la incoraggia ad andare avanti. 
Nel 1928 Frida vuole partecipare alla vita politica della sua città e si iscrive al partito comunista dove incontra nuovamente Rivera. Tra i due nasce una grande amicizia che si trasforma in una profonda e passionale storia d´amore. L´anno successivo decidono di sposarsi, nonostante Rivera abbia vent´anni più di lei. Vorrebbero avere dei figli, ma le precarie condizioni di salute di Frida rendono necessaria l´interruzione della prima gravidanza. Rimane incinta una seconda volta e purtroppo questa volta l´aborto è spontaneo. Nel dipinto Henry Ford Hospital  (il letto volate) si dipinge nuda, sdraiata sul letto d´ospedale con una grande lacrima che le scende dall´occhio sinistro. Sei filamenti rossi si diramano dal suo corpo e vanno a legarsi ad immagini legate all´aborto, una di queste è un piccolo feto.  Nel 1934, a 27 anni, subisce la terza interruzione di gravidanza. Riverserà il suo affetto nei suoi piccoli cani che diventeranno quasi dei sostituti per i figli mai avuti (Il cane itzcuintli con me).  Nonostante questi drammatici avvenimenti la casa di Frida e Diego diventa un punto d´incontro per artisti, letterati e intellettuali di tutto il mondo. Nel 1938 Frida incontra il poeta e critico d´arte Andrè Breton, che rimane affascinato dal coraggio, dalla passione e dall´intelligenza di questa donna. Breton descrive l´arte di Frida come appartenente al surrealismo del più alto livello. “Io non dipingo sogni- dirà lei- io dipingo la mia realtà”. Grazie all´amicizia con Breton sarà la prima artista messicana ad esporre quadri al Louvre. Durante questi anni però il rapporto con Diego entra in crisi e i due decidono di separarsi. Nel 1939 Frida dipinge Le due Fride in cui rappresenta la sua crisi matrimoniale: la Frida di destra, in costume tradizionale, è la Frida rispettata da Diego, la Frida di sinistra, che indossa vestiti europei, è quella che Diego ha abbandonato. Tutte e due mostrano il loro cuore, quello di sinistra è integro, quello di destra ferito. L´anno successivo si presenta vestita da uomo, circondata da ciuffi di capelli tagliati e con in mano delle forbici (Autoritratto con capelli corti). Lo stesso anno, nel 1940, Frida e Diego si sposano la seconda volta.
Uno dei quadri più famosi di Frida è sicuramente la Colonna rotta, del 1944, dipinto quando il suo stato di salute comincia a peggiorare e deve portare un busto. Si rappresenta coperta di chiodi, spaccata nel centro e tenuta insieme solo da cinghie. Al posto della spina dorsale c´è una colonna. Nel 1950 viene operata sette volte alla spina dorsale e trascorre gran parte dell´anno in ospedale. Tre anni dopo, nel 1953, viene inaugurata la sua prima esposizione personale a Città del Messico a cui può partecipare solo sdraiata su un letto. Lo stesso anno la gamba destra le viene amputata fino al ginocchio. Nel 1954, a quarantasette anni, muore.

Bibliografia: Haberlik Christina/Mazzoni Diana, 50 klassiker Künstlerinnen, Torino, 2002; 
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