giovedì 11 febbraio 2016

La tecnica del dripping nella moda: da Pollock a Reza Nassrollahi

L´artista moderno 
lavora per esprimere un mondo interiore;
in altri termini:
esprime il movimento, l´energia e altre altre forze interiori
(Jackson Pollock) 

Creatività, gestualità e casualità sono gli elementi principali del dripping,  tecnica pittorica che cominciò ad affacciarsi sulla scena artistica intorno agli anni quaranta grazie a Jackson Pollock (Cody 28.01.1912-Long Island 11.08.1956) uno dei maggiori rappresentanti dell´Action painting (pittura d´azione).  

Nella tecnica del dripping, usata dai pittori dell´Action painting,  il colore viene lasciato sgocciolare o schizzato sulla tela con dei pennelli per enfatizzare l´atto concreto, fisico e casuale della pittura. 
Jackson Pollock, Mural on Indian Red Ground, oil painting, 180x240 cm, Teheran Museum of Contemporary Art, Teheran
Di questa tecnica si sono avvalsi stilisti come Dolce e Gabbana e...

https://de.pinterest.com/pin/526076800196623878/

e lo stilista inglese Alexander Mc Queen (Londra 17.03.1969- 11.02.2010) che nel 1999 concluse la presentazione della sua collezione con due robot industriali che spruzzavano colore sul vestito bianco della modella Shalom Harlow. Il vestito "Dress, No 16" è stato esposto durante una mostra che il Metropolitan Musem di New York ha dedicato all´artista.


Di questa tecnica si avvale anche l´artista e stilista iraniano Reza Nassrollahi. 

http://rezalution.de/biografie/

Da quando aveva 16 anni studia e lavora in Germania. All´inizio del 2015 fonda la sua casa di moda Rezalution dove con materiali ricercati realizza pezzi unici per l´abbigliamento.
Al Mipel THEBAGSHOW 2015, la fiera che Milano dedica alle borse, le sue creazioni riscuotono un notevole successo. 


Libertà e passione sono gli elementi su cui si fondano la sua arte e la sua moda. Dopo le sue mostre "Tutto deriva dal niente", "Amore a priori" e "Fiume d´oro" ha inaugurato il suo ciclo "Il collegamento dell´essere" dedicato agli insegnamenti di Zarathustra e al suo principio etico "buoni pensieri, buone parole e buoni gesti".

martedì 9 febbraio 2016

La lotta tra il Principe del Carnevale e la Signora Quaresima secondo Bruegel

Al 1559 risale la "Lotta tra il Carnevale e la Quaresima", quadro a olio dipinto dal pittore olandese Pieter Bruegel il Vecchio. La parte destra del quadro, quella leggermente più scura e dove si trova la chiesa, è dedicata alla rappresentazione della Quaresima. Nella parte sinistra, dove si trova l´osteria, sono rappresentati gli usi e i costumi del Carnevale.

In primo piano a destra la Signora Quaresima, una donna pallida e smunta,  avanza verso il centro del quadro trainata da un frate e da una monaca. Nella mano destra tiene stretta la sua "arma", una sorta di pala per infornare il pane sulla cui estremità posano due aringhe. Sulla testa porta un´arnia dove svolazzano delle api.


Il Principe del Carnevale viene rappresentato da Bruegel come un uomo grasso a cavallo di una botte. La sua "terribile" arma è uno spiedino enorme in cui è infilzato un maiale. La botte è spinta da un uomo mascherato con una giacca gialla, colore che nel Medioevo simboleggiava l´inganno.


Il tema dell´inganno ritorna nella rappresentazione degli uomini mascherati, dei disabili e della figura coperta da un mantello, simboli che secondo lo storico dell´arte Stridbeck rievocano l´eresia e che trovano il loro culmine nel suonatore di liuto spesso usato come simbolo del luteranesimo. 


Mentre la Signora della Quaresima e il Principe del Carnevale stanno per darsi battaglia, gli avventori della locanda seguono divertiti la rappresentazione teatrale "La sposa sporca". 


Intanto i ricchi signori fanno l´elemosina a poveri e storpi mentre all´interno della chiesa si scorgono le statue coperte da panni. Solo il giorno di Pasqua le sculture sacre avrebbero rivisto la luce.



Mentre Bruegel dipinge questo quadro lo scontro tra cattolici e protestanti è in pieno svolgimento. Le due correnti religiose hanno un solo punto in comune: non amano il carnevale. La chiesa cattolica non vede di buon occhio le pungenti parodie che, in questo periodo, si fanno dei suoi riti, mentre per la Chiesa protestante è un periodo di eccessi incontrollati. La risposta di Bruegel alle contraddizioni del suo tempo è un quadro di spiccata e intelligente ironia.
Il dipinto (118x164,5 cm) è conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Bibliografia
Graham-Dixon A.: The Fight Between Carnival and Lent by Pieter Bruegel the Elder in Sunday Telegraph "In the Picture"