mercoledì 21 gennaio 2015
sabato 10 gennaio 2015
Quando la fotografia diventa arte: Fiori e frutta di Roger Fenton
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| Fenton Roger, Fiori e frutta, stampa all´albume, 35,5 x 43 cm, National Gallery of Art Washington |
Nel 1858 il poeta Lamartine definiva la fotografia "un´invenzione del caso che non sarà mai un´arte ma un plagio della natura da parte dell´ottica".
Il fotografo inglese Roger Fenton (1829-1869) era convinto esattamente del contrario e cercò di dimostrarlo con le sue bellissime fotografie. Studiò e fotografò le opere conservate al British Museum per creare a sua volta composizioni e nature morte attentamente bilanciate. Prestando grande attenzione ai volumi, alle forme, ai valori tonali e sfruttando la capacità della fotografia di mettere in risalto i dettagli dimostrò che questa tecnica poteva essere considerata un´arte a tutti gli effetti.
La fotografia Fiori e frutta è un omaggio all´estate e alla generosità di questa stagione. Succosi grappoli d´uva fiancheggiano un vaso estremanente elegante decorato con un viticcio. Dal vaso fuoriesce una viola del pensiero mentre alla sua base si scorgono tre prugne. Su di un calice in argento si riflettono i petali a stella dei fiori di Hoya (fiori di cera) mentre due belissimi gigli sembrano quasi voler fuoriuscire dalla fotografia. Il pendant dei gigli è rappresentato da una grande rosa sula destra, mentre un´altra rosa più in basso separa l´uva dalla piccola statua. Felci e mughetti completano questa bellissima composizione floreale mentre il tavolo in marmo è parzialmente coperto da un panno decorato. È probabile che le rose e i gigli, essendo simboli mariani, simboleggino il sacro mentre l´uva, il calice e la statuetta sbarazzina del bambino ricordino le feste che si tenevano in onore di Bacco. In questa foto dove sacro e profano si intrecciano, una rosa che sta appassendo e alcune foglie cadenti ricordano allo spettatore la fugacità della vita.
Bibliografia: Fenton Roger, Fruit and flowers, National Gallery of Art, Washington
giovedì 18 dicembre 2014
L´Allegoria della Pittura di Vermeer
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| Jan Vermeer, L´Allegoria della Pittura,1666-1668, olio su tela,120x100 cm,Kunsthistorisches Museum, Vienna. |
Per Vermeer questo dipinto doveva avere un significato particolare perché lo tenne con sé fino alla fine dei suoi giorni.
L´Allegoria della pittura non vuole rappresentare solo un pittore concentrato sul proprio lavoro, ma glorificare l´arte della pittura. La giovane donna con una corona di alloro e un libro nella mano sinistra potrebbe essere Clio, la musa della storia la cui tromba annuncia la gloria del pittore. Sul tavolo davanti a Clio si intravede una maschera in gesso che simboleggia l´imitazione artistica. Clio e la maschera vengono citati nell´Iconologia di Cesare Ripa, un´enciclopedia delle figure allegoriche conosciuta da molti artisti del XVII sec. e tradotta in olandese nel 1644.
Il pittore ci mostra come doveva lavorare Vermeer e cioè seduto davanti al cavalletto con un bastone poggiapolso (all´estremità del bastone si nota un rivestimento in stoffa usato per non danneggiare il dipinto).
Il pittore ci mostra come doveva lavorare Vermeer e cioè seduto davanti al cavalletto con un bastone poggiapolso (all´estremità del bastone si nota un rivestimento in stoffa usato per non danneggiare il dipinto).
La pesante tenda scostata sulla sinistra, elemento che si ritrova in molti dipinti di pittori olandesi, suggerisce allo spettatore l´idea di essere partecipe di un momento di grande intimità. La percezione della profondità è data invece dal pavimento piastrellato e dalle travi del soffitto.
Vermeer, per ricordare la tanto agognata indipendenza delle Province Unite dei Paesi Bassi, dipinge sullo sfondo una cartina databile intorno al 1636, in cui si riconoscono le Province Unite del nord (vicino alla piega centrale al centro) e le province del sud che corrispondono all´incirca all´odierno Belgio (a sinistra). (1)
Vermeer, per ricordare la tanto agognata indipendenza delle Province Unite dei Paesi Bassi, dipinge sullo sfondo una cartina databile intorno al 1636, in cui si riconoscono le Province Unite del nord (vicino alla piega centrale al centro) e le province del sud che corrispondono all´incirca all´odierno Belgio (a sinistra). (1)
Anche Vermeer, come molti altri pittori, dovette aspettare a lungo prima di diventare
famoso. Di lui rimangono poche opere (35 dipinti) e solo intorno al
1860, grazie allo scrittore Théophile Thoré, venne riscoperta la sua
arte.
(1) Dopo le durissime lotte tra cattolici e protestanti Filippo III, con la tregua di Anversa (1609), riconobbe l´indipendenza delle Province Unite settentrionali. L´indipendenza venne definitivamente sancita nel 1648 con la fine della guerra dei Trent´anni e con la pace di Westfalia.
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