mercoledì 10 settembre 2014

La storia di Vulcano nei dipinti di Piero di Cosimo & Mind-Map sul "Ritrovamento di Vulcano"

Piero di Cosimo, Ritrovamento di Vulcano, 1500-1505 ca.
olio su tela, 155,5x174 cm, Wadsworth Atheneum, Hartford

"Il ritrovamento di Vulcano", conservato al Wadsworth Atheneum di Hartford è ritenuto uno dei primi quadri del pittore fiorentino Piero di Cosimo (1461-1521).
La madre di Vulcano, non accettando il fatto che il figlio fosse zoppo, lo scaraventò giù dall´Olimpo e questi atterrò sull´isola di Lemno. Nel quadro il dio romano del fuoco è rappresentato con il ginocchio sinistro rigido in mezzo ad un prato mentre viene soccorso da sei ragazze, alcune delle quali con i seni scoperti.


Piero di Cosimo, Vulcano ed Eolo maestri dell´umanitá,
olio su tela,1500-1505 ca. 155,5x 166,4 cm,
National Gallery of Canada, Ottawa.


Panofsky fu il primo ad associare "Il ritrovamento di Vulcano" a "Vulcano e Eolo maestri dell´umanità", dipinto conservato alla National Gallery of Canada di Ottawa.
Sullo sfondo del quadro quattro uomini con chiodi, martelli, seghe e tronchi d´albero stanno costruendo una casa. Vulcano è rappresentato a sinistra che sta lavorando con l´incudine e il martello ad un ferro di cavallo. La sua fronte è alta come quella dei pensatori mentre le braccia e il petto sono muscolosi. Il personaggio dietro al fuoco è Eolo, il dio dei venti. Secondo il poeta Virgilio (70 a.C.- 19 a.C.) l´officina di Vulcano si trovava su una delle isole situate tra la costa della Sicilia, dominata dall´Etna, e l´isola di Lipari, regno di Eolo. Il cammello e la giraffa rappresentano gli animali che non sono ancora stati domati, il giovane che dorme in primo piano e la famiglia dietro di lui la felicità della civiltà primitiva. La giovane coppia con il bambino simboleggiano anche l´alba della civiltà.
Vulcano era considerato la personificazione del fuoco e il fondatore stesso della civiltà umana, perché il fuoco aveva permesso la formazione dei primi gruppi sociali, l´invenzione del linguaggio e la costruzione di edifici.
 
Mind-Map (mappa mentale) sul "Ritrovamento di Vulcano".


Bibliografia: E. Panofsky, Studi di iconologia, Torino, 1975

lunedì 8 settembre 2014

Il maestoso Duomo di Colonia

Le due alte torri campanarie si intravedono già dall´autostrada, l´avvicinamento è emozionante. Parcheggiata la macchina ci dirigiamo verso il Duomo. Chiediamo informazioni sulla strada più breve a un signore che dopo le spiegazioni ci saluta dicendoci "difficile non vederlo". In effetti si parla della terza chiesa più alta del mondo e la sua imponenza è difficile da descrivere a parole. Trovarsi di fronte alle torri campanarie, costruite in pietra arenaria, alte 
157 m., equivale ad un´esplosione di sensazioni: commozione, inquietudine, vertigini... 
In questo luogo si riunivano i primi cristiani dell´Europa del Nord ed è qui che l´arcivescovo Rainaldo di Dassel (1120 ca.- Roma, 14 agosto, 1167) fece portare le reliquie dei Re Magi facendo diventare Colonia un importante luogo di pellegrinaggio. Nel 1248 il capitolo del Duomo, retto dal potente arcivescovo Konrad di Hochstaden, decise di far costruire una nuova chiesa in stile gotico per renderla degna di un reliquiario così importante. La costruzione della chiesa durò più di 600 anni, infatti l´ultima pietra fu posta nel 1880.

Navata centrale
Le porte di accesso al Duomo sono dodici, quattro alla base delle torri campanarie, quattro sulla facciata nord e quattro sulla facciata sud del transetto. Il numero dodici è un riferimento alla città di Gerusalemme citata nell´Apocalisse di Giovanni (Ap 21, 12.21). Il programma del portale centrale, largo 9,30 m. e alto 28 m con la ghimberga, rimanda al tema della salvezza e nel pilastro centrale la statua della Madonna con Bambino rappresenta il trait-d´union tra il Vecchio e il Nuovo Testamento. 
Appena varcata la soglia si è colpiti dallo slancio verticale dalla navata centrale alta ben 43 m. e dalle vetrate policrome che diffondono una luce quasi eterea. 
Croce di Gero
Interno, navata laterale destra,
parte del transetto e abside.
L´interno del Duomo a croce latina, con due navate su entrambi i lati, è enorme e ricco di tesori preziosi. Nella Cappella della Croce (coro, lato nord) è conservata infatti la croce di Gero, uno dei più antichi crocifissi di dimensioni monumentali dell´arte occidentale giunti fino a noi. Questo grande crocifisso ligneo venne eseguito intorno alla fine del X secolo e iconograficamente rappresenta il passaggio da un Cristo trionfante (triumphans) a un Cristo sofferente (patiens). 

Altare dei Santi Patroni della città
Di grande interesse è anche l´altare dei santi patroni della città dipinto da Stefan Lochner nel 1442 nella Marienkapelle (coro, lato sud). Stefan Lochner, esponente del tardo gotico,  è stato il pittore più importante della scuola di Colonia. 
Il pannello centrale del grande trittico rappresenta l´adorazione dei Magi, il pannello destro raffigura San Gereone e quello sinistro Sant´Orsola.

Reliquiario dei Re Magi.
Foto: Welleschik
Nell´abside, cinta da un deambulatorio con sette cappelle radiali, è conservato il reliquiario dei Re Magi, uno dei più preziosi e grandi reliquiari del medioevo, eseguito tra il 1190 e il 1225 in oro e argento. Purtroppo, essendo conservato dietro all´altare principale, non è possibile ammiralo da vicino.  
La massa delle persone che entra ed esce dal Duomo è enorme e non è facile concentrarsi sulle opere. Di grande aiuto sono gli opuscoli subito all´entrata che forniscono le informazioni più importanti tradotte in diverse lingue. Inoltre nel Duomo, data la presenza di ben due organi a canne, vengono organizzati numerosi concerti e spesso l´entrata è gratuita. 

Sito del Duomo di Colonia 




Italian Renaissance Painting


Opere:
1.Masolino, Tentazione di Adamo ed Eva,1424-1425, affresco, Cappella Brancacci, Firenze.
2. Masaccio, Pagamento del tributo, 1425 ca.,affresco, Chiesa di Santa Maria del Carmine, Firenze.
3. Pisanello, Visione di S. Eustachio,1436-1438, tempera su tavola, National Gallery, Londra.
4. Paolo Uccello, Battaglia di S. Romano,1436-1440,tecnica mista su tavola, Uffizi, Firenze.
5. Beato Angelico, Annunciazione,1442-1443,affresco, Convento di San Marco, Firenze.
6. Piero della Francesca, Flagellazione, 1444-1470, olio su tavola, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.
7. Domenico Veneziano, Pala di Santa Lucia de´Magnoli (Sacra Conversazione), 1445, tempera su tavola, Uffizi, Firenze.
8. Benozzo Gozzoli, Cavalcata dei Magi (parete est), 1459-1460, affresco, Palazzo Medici Riccardi, Firenze.
9. Giovanni Bellini, Pietà, 1465-1470, tempera su tavola, Pinacoteca di Brera, Milano.
10. Mantegna, Camera degli Sposi (Oculo), 1465-1474, affresco, Castello di San Giorgio, Mantova.
11. Antonello da Messina, San Girolamo nello studio, 1474-1475, olio su tavola, National Gallery, Londra.
12. Lorenzo di Credi, Annunciazione, 1480-1485, olio su tavola, Uffizi, Firenze.
13. Melozzo da Forlì, Angelo con liuto, 1472 (?), affresco, Pinacoteca Vaticana, Vaticano.
14. Perugino, Consegna delle chiavi, 1481-1482, affresco, Cappella Sistina.
15. Sandro Botticelli, Nascita di Venere, 1482-1485, tempera su tela di lino, Uffizi, Firenze.
16. Carlo Crivelli, Annunciazione, 1486, tempera e oro, National Gallery, Londra.
17. Ghirlandaio, Nascita di Maria, 1485-1490, affresco, Cappella Tornabuoni, S.M. Novella, Firenze.
18. Leonardo, Dama con ermellino, 1488-1490, olio su tavola, Castello del Wawel, Cracovia.
19. Pinturicchio, Madonna della Pace, 1490, olio su tavola, Pinacoteca Civica Tacchi Venturi, San Severino Marche.
20. Luca Signorelli, I Dannati (part.), 1499-1502 ca., affresco, Duomo di Orvieto.