mercoledì 1 ottobre 2014

Pompei, una grande occasione mancata

Il 28 settembre Presa Diretta, il programma condotto da Riccardo Iacona, ha affrontato il problema del mancato utilizzo dei fondi europei da parte dell´Italia e ha aperto la puntata con un servizio su Pompei.
Perché si parla di Pompei come di una grande occasione mancata?
L´approvazione del piano "Grande progetto Pompei" da parte della Commissione europea per salvare il sito archeologico con fondi UE (78 milioni di euro) e nazionali, risale al marzo del 2012 (eunews, 17.7.2014). Il totale dei soldi messi a disposizione ammonta a 105 milioni.
Il 17 luglio 2014 Johannes Hahn, il commissario dell´Unione Europea che si occupa di come vengono spesi i fondi europei, è per la terza volta in visita a Pompei. Con Hahn ci sono anche il ministro Dario Franceschini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano del Rio.
Si sono tutti ritrovati a Pompei per sottoscrivere un piano d´azione che prevede la spesa di questi 105 milioni di euro, soldi che devono essere spesi entro e non oltre il dicembre del 2015.
Quanti euro sono stati spesi fino a questo momento per salvaguardare uno dei siti archeologici più famosi al mondo?
Solo un milione e mezzo, ovvero l´1% delle risorse previste e un ulteriore 25% è stato impegnato per lavori già in corso (Repubblica.it, 17 luglio 2014).
Se il resto dei soldi non verrà speso e i progetti non verranno portati a termine, dall´Europa non arriverà più un soldo. I progetti pianificati sono ben 55 e entro dicembre 2015 (praticamente un anno) devono partire le gare, devono essere scelte le ditte e devono essere aperti i cantieri.
Saggio sarebbe investire la maggior parte dei soldi per evitare che il dissesto idrogeologico danneggi per sempre gli scavi. «Occorre un piano di interventi straordinario che metta in sicurezza l’intera area perché se questi terreni non hanno un drenaggio forte delle acque piovane è chiaro che Pompei è destinata a crollare per intero» sosteneva il presidente della commissione nazionale italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi a marzo del 2014 dopo il crollo di un muro in via di Nola (La Stampa 3.03.2014).
In due anni si sono verificati 19 cedimenti e alcuni restauri hanno lasciano parecchio a desiderare come per esempio il Teatro grande che ha avuto un costo di 8,5 milioni di euro per il rifacimento in cemento (doveva essere un restauro conservativo) e sette rinvii a giudizio (Asca, 23.6.2014), oppure la casa del Criptoportico che adesso assomiglia più ad una pizzeria che ad una casa pompeiana (Corriere del Mezzogiorno, 12.4.2014).
Ai cedimenti si aggiungono anche i turisti che per portarsi a casa un ricordino saccheggiano i muri pompeiani, gli stessi turisti che in un giorno si fanno "Vesuvio-Pompei-Capri". La permanenza media a Pompei è di 0,8 giorni, praticamente una mezza giornata, e infatti alle 17:00 la città è di nuovo vuota. I soldi potrebbero essere investiti sia dentro che fuori gli scavi. Dentro gli scavi assumendo personale qualificato e fuori gli scavi nelle strutture di accoglienza creando così lavoro in una delle Regioni, la Campania, che ha il doppio dei disoccupati della media nazionale. Perché non è stato ancora fatto?

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