martedì 18 novembre 2014

Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich

Caspar David Friedrich,Viandante sul mare di nebbia, 1818 ca.,
  olio su tela, 94,8x 74,8 cm,Hamburger Kunsthalle, Amburgo


"Chiudi l´occhio del corpo, affinché tu possa prima vedere la tua opera con l´occhio dell´anima. 
Poi rivela quello che hai visto nel buio in modo che possa riverberarsi sugli altri dall´esterno verso l´interno."

[Caspar David Friedrich]




Friedrich, uno dei più importanti rappresentati del romanticismo tedesco, nasce a Greifswald il 5 settembre del 1774, e nella città sulle rive del Mar Baltico riceve un´educazione strettamente protestante.
La precoce morte della madre, di un fratello e di due sorelle lo condizionano per tutta la vita e sono alla base della malinconia che pervade un po´tutti i suoi dipinti. Dopo aver frequentato l´Accademia d´Arte di Copenaghen si trasferisce a Dresda dove entra in contatto con la letteratura e la filosofia romantica. Solo nel 1807 comincia a dipingere a olio rappresentando paesaggi con forti connotazioni simboliche e religiose.
Il "Viandante sul mare di nebbia", dipinto intorno al 1818, rimanda all´idea dell´infinita forza e bellezza della natura tipica del Romanticismo. Dal mare di nebbia che si estende di fronte all´uomo visto di schiena svettano le cime del massiccio montuoso dell´Elbsandsteingebirge al confine tra Germania e Repubblica Ceca. L´uomo che per non farsi sopraffare dalla natura può contare solo sulle sue forze è riuscito a raggiungere la cima della montagna e guarda con posa eretta il sublime panorama (sublime è tutto ciò che suscita nell´uomo il senso della sua finitezza- Kant-). I suoi capelli vengono mossi dal vento, mentre tutto il resto del corpo sembra essere quasi immobile. Questa figura è rappresentata esattamente al centro del quadro e su di essa convergono la maggior parte delle linee del dipinto, da quella della cima rocciosa a quelle della nebbia. Inoltre salta subito agli occhi il contrasto tra lo sfondo luminoso e il primo piano scuro dell´uomo e della roccia.
Il dipinto potrebbe essere un omaggio postumo a un colonnello della fanteria sassone e l´uomo che osserva il paesaggio può essere interpretato in vari modi, o come la nostalgia dell´uomo per ciò che non può essere raggiunto o come allegoria del cammino della vita.

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